L’importanza di avere un’aria compressa pura

L’aria compressa che viene adoperata nei vari processi produttivi che riguardano sia la cantieristica su strada che il settore edile o direttamente le attività di produzione all’interno dei siti industriali, è fondamentale per consentire a diversi tipi di strumenti di lavoro di funzionare e dunque di velocizzare ogni tipo di processo produttivo.

Proprio data la sua importanza oggi è impensabile poter fare a meno dell’aria compressa, la quale deve comunque essere necessariamente libera da eventuali elementi nocivi o da sporcizie di ogni tipo.

Questo è un problema certamente non secondario, in quanto un aria compressa non perfettamente pulita è in grado sia di andare ad incidere negativamente sulla qualità del prodotto finale, che causare dei problemi agli stessi macchinari adoperati per la produzione.

Infatti, i macchinari possono andare a deteriorarsi progressivamente a causa dell’aria compressa non perfettamente pulita, fino a causare il blocco delle macchine con conseguente necessità di manodopera.

C’è un problema sia perché c’è effettivamente un fermo alle attività di produzione, che per il costo della stessa manodopera nonché di quello dei pezzi di ricambio. Si tratta chiaramente di una possibilità che è bene evitare proprio perché rimanere fermi in attesa dei pezzi di ricambio e della sostituzione necessaria comporta chiaramente una perdita economica per l’azienda.

Ecco perché è così importante fare in modo che l’aria compressa possa essere sempre ben sgombra da qualsiasi tipo di impurità e dunque non contaminata. In questa maniera ci saranno dei vantaggi notevoli sia per la qualità del prodotto finale che per i macchinari stessi.

I filtri per aria compressa

Tra i ricambi Atlas Copco vi sono a tal proposito a disposizione tantissimi tipi di filtri pensati appositamente per eliminare ogni tipo di impurità e residui dall’aria compressa. Parliamo nello specifico di acqua, olio e polvere, le sostanze che tipicamente è possibile trovare al suo interno.

Ogni filtro è pensato appositamente per soddisfare esigenze produttive specifiche, ed il compito finale è sempre quello di fare in modo che l’aria compressa possa essere perfettamente pura così da andare a preservare sia i macchinari, garantendone l’efficienza nel tempo, che la qualità del prodotto finale stesso.

Si tratta di filtri progettati appositamente per garantire a lungo il massimo delle prestazioni, e per questo motivo vengono ampiamente testati, anche da parte di società indipendenti, prima di entrare in commercio.

In questa maniera la loro qualità è sempre certificata e questo rappresenta certamente un’importante garanzia per i clienti. Dunque così è possibile mantenere sempre alta la qualità della propria produzione, e usufruire allora di migliori prestazioni offerte dai macchinari, le quali si traducono anche in consumi più bassi e migliore qualità generale del prodotto finale.

Si tratta per questo di una soluzione alla quale fare sicuramente ricorso per mantenere sempre alta la qualità della propria produzione con piena soddisfazione dei clienti.

Conclusione

Grazie a questi filtri il lavoro di chi gestisce un impianto industriale o cantiere di qualsiasi tipo diventa certamente molto più semplice. Migliora inoltre notevolmente la capacità di riuscire a migliorare la qualità della produzione, con relativa soddisfazione dei clienti.

È evidente dunque come sia inutile rischiare di andare ad effettuare le operazioni di produzione con un aria compressa non perfettamente pura, compromettendo il prodotto finale quando non i macchinari direttamente.

Al contrario, i vantaggi derivanti dall’utilizzo di appositi filtri appaiono come irrinunciabili a prescindere dal settore in cui si opera o dalla tipologia di prodotto sul quale si lavora.

Questo è il motivo per il quale sono tantissime le realtà industriali che hanno già dotato di questi particolari filtri i propri impianti.

Cancro al seno e tasso di sopravvivenza

Per quanto riguarda i tassi di sopravvivenza, distinguiamo fondamentalmente due  tipi  di cancro al seno:  cancro al seno iniziale  e  cancro al seno metastatico. La differenza  principale  è che  il carcinoma mammario iniziale  è quello che non si è diffuso oltre il seno o i linfonodi sotto l’ascella, mentre il carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico è quello che ha  metastatizzato  e si riproduce in altre parti del corpo.

Prognosi del cancro al seno precoce

Il  tasso di mortalità per cancro al seno in Italia è tra i più bassi in Europa. Nonostante ciò, esso continua a rappresentare il  17% di tutti i decessi per cancro delle donne  nel nostro Paese ed il 3,3% di tutti i decessi tra le donne in genere. Dunque si tratta di numeri che non vanno sottovalutati e sottolineiamo ancora una volta il ruolo importante che la prevenzione riveste.

Il tasso di  sopravvivenza al cancro al seno  è migliorato in modo esponenziale negli ultimi 20 anni  grazie ai progressi nell’anticipo delle diagnosi e nel trattamento precoce. In Italia,  la sopravvivenza globale a 5 anni  dalla diagnosi di questo tumore è  dell’87,8%.

Il tasso di sopravvivenza aumenta ancora di più quando si parla di  cancro al seno in fase iniziale, raggiungendo il  99% di sopravvivenza e l’  85%  quando si tratta di un  tumore “regionale”, cioè se il cancro si è diffuso al di fuori del seno alle strutture o ai linfonodi vicini.

Inoltre, va notato che l’età è un fattore importante da tenere in considerazione nel calcolo del tasso di mortalità, poiché la maggior parte dei decessi dovuti al cancro al seno si verifica in persone  di età superiore ai 75 anni.

Prognosi di carcinoma mammario metastatico

Di tutte le diagnosi di carcinoma mammario, solo nel 5-10% dei casi viene diagnosticato precocemente un  carcinoma mammario metastatico. Tuttavia, fino al 25% delle pazienti che aveva tale patologia localizzata al momento della diagnosi può finire per sviluppare metastasi nel corso degli anni.

Il carcinoma mammario avanzato nella maggior parte dei casi non può essere curato, pertanto l’obiettivo del trattamento è  aumentare gli anni di sopravvivenza con la migliore qualità della vita.

Negli ultimi anni si è osservato un netto  aumento della sopravvivenza a 5 anni dalla  diagnosi di metastasi. La sopravvivenza di queste pazienti è quasi raddoppiata, passando dal 20% al  38%  negli ultimi 20 anni. La sopravvivenza a 10 anni è invece quasi del 10%, dati che mostrano come la sopravvivenza al cancro metastatico sia sempre più prolungata.

È importante notare che questo tasso di sopravvivenza dipende da molti fattori e che il cancro al seno può essere trattato in qualsiasi momento. Inoltre, il trattamento del carcinoma mammario metastatico è in costante miglioramento ed è stato dimostrato che le donne che soffrono di questa malattia possono  vivere più a lungo e con una migliore qualità della vita.

L’importanza della prevenzione

Diventa sempre più importante dunque, sottolineare la necessità di individuare il cancro al seno nella sua fase iniziale e di recarsi periodicamente presso il proprio senologo Milano per un controllo annuale, genericamente a partire dai 30 anni di età in poi salvo condizioni particolari. Nei casi invece in cui ci sono già stati degli episodi di cancro al seno in famiglia, è bene iniziare questo tipo di visita a partire dai 25 anni di età.

In questa maniera si può avere la certezza di monitorare per bene la propria situazione e di avere la sicurezza di andare ad individuare tempestivamente eventuali problematiche che riguardano il seno, avendo così probabilità decisamente più alte che le cure abbiano successo e che queste siano poco invasive.

Spogliatoi in palestra, le norme previste dal Coni

Una palestra – o meglio un impianto sportivo – deve rispettare diverse norme, così come previsto anche dal Coni, il Comitato Olimpico Nazionale. Tali direttive hanno lo scopo di individuare livelli minimi qualitativi e quantitativi da rispettare nella realizzazione di nuovi impianti sportivi, così come nella ristrutturazione di quelli esistenti. Nel suo documento, il Comni sottolinea che “Sono soggetti alle presenti norme tutti gli impianti sportivi destinati alla pratica di discipline regolamentate dalle Federazioni sportive nazionali e dalle loro affiliate, ovvero ad attività propedeutiche, formative e di mantenimento di tali discipline. Gli impianti sportivi dovranno essere conformi: alle norme di Legge che sotto qualsiasi titolo regolano la loro progettazione, costruzione ed esercizio, con particolare riferimento a quelle di sicurezza, igiene, superamento delle barriere architettoniche, ecc.;  ai regolamenti delle Federazioni sportive nazionali e internazionali, in relazione al livello di attività previsto, sia per quanto attiene le caratteristiche dimensionali, costruttive ed ambientali degli spazi destinati alla pratica sportiva, che per la dotazione e le caratteristiche delle attrezzature fisse e mobili; alle presenti norme”.

Spogliatoi, le regola da rispettare

Il documento redatto dal Comitato tiene conto anche dei locali adibiti a spogliatoi, particolarmente importanti in tutti gli ambienti sportivi. Addirittura, gli utenti passano più tempi in questi spazi che in palestra o nei campi dedicati alle varie discipline sportive. Ecco le principali indicazioni, oltre a quelle più tecniche che rispondono a precise esigenze di ventilazione e illuminazione degli spazi. “L’altezza media dei locali di servizio non dovrà risultare inferiore a m 2.70 e comunque, in nessun punto, inferiore a m 2.20. Le pavimentazioni dovranno essere di tipo non sdrucciolevole nelle condizioni d’uso previste. Le caratteristiche dei materiali impiegati dovranno essere tali da consentire la facile pulizia di tutte le superfici evitando l’accumulo della polvere, ed i rivestimenti dovranno risultare facilmente pulibili e disinfettabili con le sostanze in comune commercio…  I locali spogliatoio dovranno essere protetti contro l’introspezione ed essere suddivisi per sesso considerando, salvo particolari destinazioni, un uguale numero di uomini e di donne. In ogni caso dovranno essere previsti almeno due locali spogliatoio. Per le piscine possono essere realizzati spogliatoi singoli (cabine a rotazione) a parziale o totale sostituzione di quelli comuni. Il numero dei posti spogliatoio da realizzare dovrà essere commisurato al numero di utenti contemporanei, tenendo conto delle modalità di avvicendamento e del tipo di pratica sportiva. Per capienze superiori ai 40 posti è preferibile realizzare più spogliatoi di dimensioni inferiori. Gli spogliatoi dovranno risultare fruibili da parte dei disabili… Gli spogliatoi dovranno essere dotati di WC e docce… negli spogliatoi, ovvero nelle loro immediate vicinanze, dovrà essere prevista una fontanella di acqua potabile”.

I bagni che seguono la legge

Riporta ancora il documento del Coni: “Per i servizi igienici degli atleti, ogni locale WC dovrà avere accesso da apposito locale di disimpegno (anti WC), eventualmente a servizio di più locali WC…Il numero complessivo di lavabi dovrà essere almeno pari a quello dei WC; anziché lavabi singoli potranno essere utilizzati lavabi a canale con numero di erogazioni almeno pari a quello prima indicato per i lavabi singoli… Per gli spogliatoi atleti dovrà essere realizzato almeno un WC ogni 15 posti spogliatoio o frazione, con dotazione minima di un WC…Dovrà essere previsto un posto doccia almeno ogni 4 posti spogliatoio o frazione, con dotazione minima di due docce. Almeno un posto doccia per le docce destinate agli uomini ed uno per quelle destinate alle donne dovrà essere fruibile da parte dei disabili motori”.

I servizi accessori

Per la scelta di arredi e complementi, compresi armadietti e panche destinate agli utenti, andranno scelti elementi che non solo rispettino tutti gli standard di sicurezza, ma anche in materiali facilmente pulibili e resistenti all’azione del tempo. Per garantire il massimo comfort agli sportivi, andranno selezionati anche altri complementi – dai cestini per i rifiuti ai phon – che offrano la massima comodità a fronte di assenza di rischi per gli utilizzatori. Per quanto riguarda gli asciugacapelli da parete, uno dei maggiori fornitori europei per collettività è Mediclinics, azienda spagnola operante da anni anche in Italia. Tra i prodotti di punta, spiccano gli asciugacapelli Machflow, di produzione esclusiva. Ergonomico e di dimensioni contenute, è un apparecchio dotato di tubo estensibile fino a 2 metri, ad altissima potenza, antivandalico e antimanomisisone e, ultimo dettaglio ma non per importanza, dal design esteticamente ricercato e dalla lunga durata.

Cialde Lavazza a Modo Mio | Qualità ad ogni sorso

 

Oggi parliamo di un e-commerce vincente, che negli anni sta confermando i propri risultati grazie ad una grande cura posta verso il prodotto caffè ed il customer care.: parliamo di Cialdamia.it. Se ami concederti una deliziosa tazza di caffè nel corso della giornata, la gamma di cialde Lavazza a Modo Mio contiene le miscele più raffinate e pregiate al mondo, l’ideale per te che non rinunci a questa piccola gioia quotidiana e desideri viverla anche più volte al giorno. Dentro ogni cialda Lavazza trovi tutta la qualità e la raffinatezza di miscele pregiate e ricercate, e ad ogni sorso ti sarà chiaro il perché queste siano le cialde preferite dagli italiani.

Ci sono tantissime e sensazionali qualità tra le quali scegliere, ciascuna sigillata ermeticamente in una capsula che consente di proteggerne l’aroma e le caratteristiche peculiari, così da regalarti sempre la tazza perfetta per soddisfare i tuoi gusti o  sollevare il tuo umore. Il momento del caffè è infatti un vero e proprio rituale che non è mirato unicamente al raggiungimento della soddisfazione tramite l’esercizio delle papille gustative, ma consente a tutti gli effetti di allontanare per un momento i problemi e lo stress della vita quotidiana. Una pausa di piacere che è bene concedersi anche più volte al giorno, a casa come in ufficio, per gustare un prodotto di alta qualità con un semplice gesto della mano.

Con una buona tazzina di caffè tra le dita, anche i problemi di ogni giorno sembrano più facili da risolvere: bisogna soltanto scegliere l’aroma e la miscela delle cialde che più si addicono ai propri gusti, magari condividendo questo momento con le persone che più si hanno a cuore. Se hai dei dubbi su quale possa essere la miscela giusta per te, su Cialdamia.it puoi visionarne davvero tante: scoprirai che oltre ai gusti più classici ce ne sono tanti altri selezionati accuratamente ed in grado di regalarti quell’energia di cui hai bisogno per affrontare al meglio la giornata.

Pedrazzini Arreda | Cucine a Milano

Un tempo la cucina era un ambiente di casa adibito solamente a luogo in cui venivano preparati i pasti, era una zona dell’appartamento in cui orbitavano quasi esclusivamente le donne e l’aspetto estetico della stanza non aveva grande importanza. Oggi le cose sono cambiate decisamente e la cucina ha assunto nel tempo una nuova veste all’interno di ogni appartamento, acquisendo man mano la stessa considerazione della quale godono gli altri ambienti di casa. L’aspetto estetico è oggi considerato assolutamente prioritario, al pari di quello pratico e funzionale, ed il motivo è da ricercare nel nuovo ruolo che la cucina ha assunto nella società attuale. Non è più semplicemente la stanza in cui vengono cucinati i pasti, ma è anche l’ambiente informale in cui ricevere gli amici, chiacchierare davanti un buon bicchiere di vino e sperimentare piatti nuovi anche in presenza dei nostri ospiti.

La continua ricerca di perfezionamenti e soluzioni funzionali ha fatto si che oggi esistano eccellenze di assoluto valore come le cucine che Pedrazzini Arreda propone nel suo showroom a Milano: il massimo del’eleganza e della praticità per delle cucine belle da vivere e da utilizzare, nelle quali ti sentirai perfettamente a tuo agio come il miglior chef al mondo. Pedrazzini Arreda è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3, e ti offre tutta la qualità e la raffinatezza delle cucine di queste importanti aziende. Sarai seguito dallo staff sin dalle fasi di progettazione della tua nuova cucina e potrai usufruire del servizio di ritiro di quella vecchia, un team di esperti installatori ti consegnerà la tua nuova cucina pronta per l’utilizzo. Pedrazzini Arreda è la soluzione perfetta per te che sei alla ricerca del marchio Veneta Cucine a Milano, contatta adesso il recapito telefonico 0298491249 per informazioni o visita direttamente lo showroom di Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese.

Discipline Stem: donne meno portate secondo il 14% degli italiani

Nonostante il 56% degli italiani non conosca il termine Stem quasi il 14% ritiene che le donne siano biologicamente e naturalmente meno portate allo studio delle discipline scientifiche. Sono “dati molto preoccupanti”, quelli che emergono dalla ricerca presentata da Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia Research, nel corso dell’evento Donne e materie Stem: come superare la disparità di genere, promosso da Fondazione Marisa Bellisario, Link Campus University e Università eCampus. 
“Ritenere che alla base del sottodimensionamento delle donne in queste materie ci siano ragioni biologiche ci fa capire che siamo ancora all’epoca preistorica”, ha commentato Maria Cristina Messa, ministro dell’Università e della Ricerca.

Nelle discipline scientifiche la presenza femminile è inferiore al 15%

“Ci sono alcuni segmenti, all’interno del panorama universitario italiano che vedono ancora un rilevante scarto tra uomini e donne, nella presenza e nella rappresentanza – ha evidenziato il rettore della Link Campus University, Carlo Alberto Giusti -. Nelle discipline Stem, secondo i dati del centro studi della Crui, si registra una presenza femminile inferiore al 15%, dato confermato anche nei dottorati e nei ruoli della ricerca. La Link Campus University è impegnata in azioni di contrasto a ogni forma di diseguaglianza”.

“Un gap di genere ben più alto della media dei paesi Ocse”

“Come governo, in tutti i bandi abbiamo fatto sì che almeno il 40% degli assunti siano donne, vincolando l’accesso ai fondi del PNRR solo a quegli enti, pubblici e privati, che abbiano la redazione di un bilancio di genere e una strategia di genere come uno degli elementi portanti della governance nelle loro strutture – ha aggiunto Maria Cristina Messa -. E non basterà avere un foglio di carta: saranno monitorati i dati che individuano gli obiettivi principali”.
Quanto al gap di genere, “abbiamo un gap di genere ben più alto della media dei paesi Ocse – ha sottolineato Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia – e di certo non esiste una minore attitudine delle ragazze rispetto ai ragazzi”.

“Le donne hanno tutte le carte in regola per eccellere”

“Quasi 40 anni fa Marisa Bellisario incoraggiava le ragazze a intraprendere percorsi di studio scientifici perché, diceva, le donne hanno tutte le carte in regola per eccellere e perché là ci sono le migliori opportunità di lavoro e carriera – ha ricordato Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario -. La Fondazione ha raccolto il suo testimone e fin dal 1989 premia ogni anno non solo i migliori talenti del settore, da Fabiola Gianotti a Samantha Cristoforetti, ma le più brillanti neolaureate in materie Stem. Creare role model e abbattere gli stereotipi sono le leve prioritarie per aumentare il numero di ragazze che scelgono indirizzi scientifici: un obiettivo non solo di parità ma di sostenibilità e progresso in tutto il mondo”.

Naturale, sostenibile e responsabile: il turismo italiano nel 2022

Naturale, sostenibile e responsabile: ecco le parole d’ordine del turismo in Italia nel 2022.  I nuovi trend del settore, infatti, sono tutti in questa direzione. Complice ovviamente la pandemia, che ha cambiato le abitudini di tutti, ma anche fornito nuovi spunti di riflessione. La voglia di viaggiare è cresciuta vertiginosamente, lo dimostrano diverse ricerche legate al settore, le quali evidenziano un rinnovato amore per il turismo di prossimità. Ma, nonostante la spinta reattiva, le scelte si dimostrano ponderate e rivolte a luoghi in cui la natura è più autentica. Vi è una rinnovata sensibilità verso la sostenibilità e, di conseguenza, è possibile ragionare a più livelli di impatto ambientale. Un turismo responsabile, auspicato da tempo, che tiene conto di principi di giustizia sociale ed economia, così come del rispetto dei luoghi e delle culture locali.

Dove si va?

Tra le mete preferite di quest’anno c”è Procida, eletta capitale italiana della cultura 2022. Piccola e ancora molto autentica, rispecchia le richieste dei nuovi turisti che sono alla ricerca di esperienze originali, luoghi non troppo caotici e proposte ricche di attività. Continua a mantenere il suo appeal la Puglia,  da diverso tempo in cima alla hit delle destinazioni italiane più amate, grazie ai borghi affacciati sul mare, l’ottima gastronomia e una storia di commistioni affascinante. Tra l’altro, sono davvero numerose e per tutte le esigenze le strutture ricettive dove soggiornare, spesso a pochi passi dalle sue grandi spiagge. Grazie a realtà consolidate nell’affitto turistico come Barbarhouse, è possibile, ad esempio, trovare una selezione di case, ville lussuose, ma anche trulli e pajare. Sempre tra le destinazioni del Sud, piace sempre la Sicilia, una grande isola dalle innumerevoli anime, è capace di offrire un mix unico di patrimoni naturalistici, storici, culturali e gastronomici.

La vacanza è anche virtuale

Oltre al successo di vacanze relax, sostenibili e all’insegna del benessere, con il successo crescente delle Spa, ci sono anche altri trend nel turismo. A indicarle è “The Future 100” il report dell’agenzia di comunicazione Wunderman Thompson Intelligence relativo alle ultime tendenze in tema di turismo. Tra le voci più originali vi sono senz’altro le vacanze virtuali. Si tratta di vere e proprie esperienze sensoriali da vivere direttamente a casa, restando comodamente seduti sul proprio divano. È firmata da un gruppo giapponese la piattaforma Sky Whale, in rete dal 2021, la quale consente proprio di fare acquisti e di viaggiare in mondi virtuali. Più diffuse da qualche tempo, invece, le microavventure. Si tratta di escursioni e attività specifiche programmate e della durata di 24 o 48 ore. Un modo per staccare dallo stress quotidiano e rigenerarsi in poco tempo e con poca spesa.

Un nuovo divario economico cambia il profilo dei consumatori

Se gli effetti della pandemia hanno coinvolto numerosi settori a livello globale, il customer journey nel 2022 si è dimostrato molto diversificato. Oggi, infatti, le circostanze, la mentalità e le priorità dei consumatori sono molto diverse, e le imprese hanno bisogno di comprendere questa nuova realtà, segnata da una nuova frattura economica. La difficile situazione e le restrizioni hanno costretto i consumatori a rivalutare preferenze e abitudini di acquisto, che nel 2022 saranno maggiormente influenzate da un significativo divario economico. NielsenIQ ha identificato cinque gruppi di consumatori in base alla loro sicurezza finanziaria e le loro abitudini di acquisto previste per il 2022.
Gli Struggler (23%), i più in difficoltà, che durante il Covid-19 hanno vissuto un’insicurezza finanziaria che continua ancora oggi, i Rebounder (21%), in leggera ripresa, i Cautious (38%), i più cauti, che continuano a porre attenzione alle spese, gli Unchanged (12%), che non ha subito impatti negativi, e i Thrivers (6%), in ottime condizioni economiche.

La maggioranza sta alterando i propri modelli di acquisto e consumo

L’analisi di NielsenIQ mostra che l’82% degli intervistati a livello globale (Struggler, Rebounder e Cautious) è rappresentato da consumatori attenti ai costi, che stanno alterando i propri modelli di acquisto e consumo.
“Con l’aumento dei prezzi, i consumatori stanno rivalutando ciò che per loro è essenziale, scendendo spesso a compromessi – dichiara Nicole Corbett, Director, Global Thought Leadership di NielsenIQ -. I rivenditori e i brand non possono presumere che i prezzi e le strategie promozionali del passato siano rilevanti nel mondo di oggi. Priorità, esigenze e preferenze dei consumatori sono cambiate profondamente rispetto al 2019”.

Diverse strategie per gestire la spesa

Comprendere le sfumature nei comportamenti di consumo è fondamentale per rispondere alle esigenze degli shopper. Struggler e Rebounder sono attentissimi alla spesa, tendono a fare scorta di alcuni prodotti per evitare l’out of stock e a fare acquisti nei negozi fisici. Solo il 3% dei Cautious afferma di non aver cambiato i propri comportamenti di acquisto, rispetto al 21% degli Unchanged. Le strategie applicate dai vari gruppi per gestire la spesa sono diverse. È probabile che gli Struggler selezionino l’opzione più economica o smettano di acquistare completamente, mentre gli Unhanged potrebbero rimanere fedeli ai brand e acquistare i loro prodotti preferiti, indipendentemente dagli aumenti di prezzo. Ognuno di questi gruppi rappresenta un’opportunità di crescita, determinata dall’impatto della pandemia sulla loro sicurezza finanziaria, e dalle loro nuove esigenze.

La frattura economica si allargherà ulteriormente?

Il 30% degli intervistati globali afferma di avere priorità completamente diverse rispetto al 2019, i gruppi più impattati a livello economico (Struggler, Rebounder e Thriver) hanno cambiato radicalmente le abitudini di acquisto. Data la natura imprevedibile del futuro, le aziende dovrebbero pianificare oggi per rispondere alle esigenze di domani. Se la pandemia inizierà a evolversi in endemia e le economie inizieranno a riprendersi, gli Struggler potrebbero migliorare la propria situazione economica e avvicinarsi ai Rebounder, e i Cautious potrebbero iniziare ad allentare l’attenzione ai costi e avvicinarsi agli Unchanged. Tuttavia, in uno scenario in cui nuove varianti, eventi geopolitici o pressioni macroeconomiche metteranno in difficoltà la società, potrebbe verificarsi il contrario, e il divario economico crescerebbe ulteriormente.

Arriva il bando Nuova Impresa 2022: salgono a 9,9 milioni di euro i contributi

Regione Lombardia e il Sistema Camerale lombardo promuovono la nuova edizione del bando Nuova Impresa per sostenere l’avvio di nuove imprese lombarde e l’autoimprenditorialità, e rilanciare l’economia lombarda anche per il 2022. Con il rifinanziamento del bando di Regione Lombardia gestito dalle Camere di Commercio lombarde, per le imprese e i professionisti di nuova costituzione ci sono importanti novità: dal 4 aprile possono infatti presentare la domanda anche i lavoratori autonomi, le partite IVA, nuove aziende e professionisti

“Vogliamo continuare a essere la casa delle idee”

“Abbiamo deciso di strutturare questa misura dedicata ai lombardi che vogliono intraprendere una nuova sfida imprenditoriale – ha affermato l’assessore allo sviluppo economico di Regione Lombardia, Guido Guidesi -. La Regione sostiene e continuerà a sostenere chiunque decida di aprire una nuova attività in Lombardia sin dall’inizio della propria sfida. Vogliamo continuare a essere la casa delle idee”. Secondo il Presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio  “Continua l’impegno congiunto di Regione e Camere di Commercio lombarde per favorire la creazione di nuove imprese e sostenerne la vitalità. Questo strumento di sostegno proseguirà fino ai primi mesi dell’anno prossimo così da incoraggiare adeguatamente anche le future iniziative imprenditoriali nella nostra regione”.

Il contributo a fondo perduto è del 50% delle spese ammissibili

Il bando mette a disposizione quasi 10 milioni di euro per cofinanziare le spese per la costituzione e l’avvio di nuove imprese e partite IVA, acquistare beni strumentali, software e hardware, coprire canoni di locazione e coprire le spese generali e di comunicazione. Il contributo a fondo perduto è del 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo erogabile di 10.000 euro, per spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2022. Le tipologie di nuove aziende ammissibili comprende ora anche i lavoratori autonomi con partita IVA individuale, oltre alle micro, piccole e medie imprese lombarde del settore commercio, terziario, manifatturiero, e le imprese artigiane dei medesimi settori costituite a partire dal 1° gennaio di quest’anno, e che lo faranno anche nei prossimi 12 mesi.

Le domande possono essere presentate dal 4 aprile 2022 fino al 31 marzo 2023

Le domande possono essere presentate esclusivamente in modalità telematica con firma digitale dalle ore 14.00 del 4 aprile fino alle ore 12.00 del 31 marzo 2023, tramite il sito webtelemaco.infocamere.it.
Il testo completo del bando e le istruzioni per profilarsi e compilare la domanda sono disponibili sul sito di Unioncamere Lombardia (unioncamerelombardia.it).

Giochi da tavolo, è boom

Tra le ritrovate passioni degli italiani c’è anche quella per i giochi da tavolo, i cari, vecchi giochi analogici che hanno fatto divertire intere generazioni. Che siano di ruolo, di carte, di miniature o gli evergreen con il tabellone, questa tipologia di giochi “non virtuale” ha visto una crescita del 30% negli ultimi due anni. Tra i motivi di questo exploit c’è sicuramente la pandemia, che ha costretto tantissime persone a trascorrere il proprio tempo libero a casa. E così, per divertirsi in modo sano, si è ricominciato a giocare. Le stime di settore, riferisce Ansa, parlano di un tasso di crescita composto annuo pari al +13% da qui al 2025 (secondo il Global Board Games Market Report 2021), anno in cui il mercato mondiale raggiungerà i 21,65 miliardi di dollari.

Il mercato in Italia

Il mercato dei giochi da tavolo nel nostro Paese ha un valore stimato di 100 milioni di euro ed è in continua ascesa con una proposta di 800 nuovi titoli l’anno, sintomo di grande vivacità di un settore. Proprio a questo comparto è dedicato una vera e propria kermesse, Play – Festival del Gioco, che va in scena nel quartiere fieristico di Modena raccogliendo più di 150 espositori, sessanta associazioni coinvolte, una cinquantina di ospiti tra cui star internazionali del gioco da tavolo, 2.500 tavoli pronti per giocare, 7.000 sedie, migliaia di titoli tra grandi classici, ultime novità e anteprime mondiali, incontri e convegni sul ruolo fondamentale del gioco nella nostra vita, più di 300 eventi in programma con grandi ospiti.

Chi compra i giochi da tavolo

Come riferiscono gli studi su questo mercato, la maggioranza degli acquirenti oggi sono di età compresa tra 25 e 39 anni, quindi la generazione dei Millennials, ovvero i nati tra il 1981 e il 1996. E nella top ten delle loro preferenze accanto ai classici intramontabili si affiancano i più recenti Dixit, Ticket to Ride, Dobble ed Exploding Kittens (tutti di Asmodee, casa editrice francese); ma popolari sono anche La casa di carta – Escape Game (di MS Edizioni), Coco Rido 2 – la Vendemmia (sempre di Asmodee), Puerto Rico e Disney Villainous (entrambi di Ravensburger), Carcassonne, I coloni di Catan (Giochi Uniti), Bang! (DV Giochi). Ciò che distingue questi giochi più recenti da quelli della generazione dei boomer sono la velocità (le partite non durano più di 30 minuti), la semplicità (le regole sono facili e di immediata comprensione) e l’inclusività (tutti i giocatori proseguono fino alla fine della partita). Proliferano poi i giochi di ruolo, anche quelli dal vivo: il più iconico rimane Dungeons & Dragons, che ha debuttato negli anni ’70 ma ha conosciuto un’impennata di vendite proprio durante la pandemia, con guadagno complessivo cresciuto del 33% nell’ultimo anno. Tra gli evergreen vanno citati poi i giochi di miniature come Warhammer (prodotto dalla britannica Game Workshop) – e naturalmente i giochi di carte, il cui capostipite è Magic, il primo gioco di carte collezionabili del mondo.

Il Covid cambia il mondo del beauty e degli integratori 

Il periodo pandemico sta favorendo la crescita del mercato dei prodotti naturali e biologici, e dei prodotti destinati alla salute e al benessere in generale, specialmente per capelli, pelle e unghie, che si tratti di prodotti da applicare o integratori. Lo dimostra il sondaggio condotto da Free Thinking per AIDECO e SISTE dal titolo Claims di cosmetici e alimenti: bellezza, bio-naturalità, sostenibilità e… verità. Se ancora, come nel passato, si conoscono e si acquistano di più i prodotti che si applicano rispetto agli integratori (99% contro il 73%), oggi l’acquisto degli integratori, che rispetto ai cosmetici hanno un profilo più legato al mantenimento in salute, è aumentato significativamente, passando dal 66% del 2019 al 77% del 2021.

Si acquista per apparire in forma e prendersi cura del proprio corpo

Le motivazioni di acquisto più forti, trasversalmente a tutti i prodotti, sia di applicazione sia integratori, sono legate all’apparire in forma e prendersi cura del proprio corpo, dei capelli e delle unghie. Fanno eccezione i prodotti per il viso, per i quali la motivazione principale è prevenire l’invecchiamento (lo dichiara il 58% di chi acquista prodotti beauty e il 49% di chi acquista integratori), e i prodotti per l’igiene personale, che negli ultimi due anni hanno risposto all’esigenza di contenere il contagio da Coronavirus. Per la raccolta di informazioni di prodotto per il beauty e gli integratori accanto al web le figure di riferimento sono i farmacisti, mentre gli specialisti, i dermatologi e altre figure professionali in ambito medico, risentono di un accesso meno immediato dei pazienti.

Farmacie, parafarmacie ed erboristerie i tre canali principali

Coerentemente con questo dato, la vendita di prodotti per il beauty e gli integratori avviene in farmacia e in parafarmacia (rispettivamente al 47% e al 31% beauty e al 52% e 31% integratori), mentre le erboristerie rappresentano il terzo canale di vendita (27%). Il web, seppure in aumento, per il consumatore italiano non rappresenta ancora un canale di riferimento per questo tipo di prodotti (25%). Una tendenza dimostrata anche dal fatto che le dichiarazioni preferite a garanzia del risultato del prodotto sono “approvato da specialisti” e “dermatologicamente testato”, mentre “raccomandato da influencer” chiude la classifica delle dichiarazioni a cui affidarsi.

I claim più rilevanti: con ingredienti naturali 100% e senza derivati animali

Rispetto alle caratteristiche dei prodotti, i consumatori al momento dell’acquisto cercano la garanzia che i prodotti non siano dannosi. Ovvero, che abbiano certificazioni bio (77% beauty e 78% integratori), che siano naturali (77% beauty e 75% integratori) e senza alcuni particolari ingredienti (70% beauty e 75% integratori). Tra i claim oggetto della ricerca non emergono differenze significative tra le due categorie: “con ingredienti naturali 100%” e “senza derivati animali” appaiono i due claim più rilevanti (rispettivamente oltre il 50% il primo claim e vicino al 50% il secondo), mentre “impatto zero sull’ambiente”, “confezione riciclabile”, “certificato bio” e “a bassa emissione di CO2” si attestano intorno al 40% delle risposte degli intervistati.

TikTok, ora video fino a 10 minuti

TikTok conferma: i video caricati sulla piattaforma potranno superare la durata di 3 minuti. Presto infatti gli utenti potranno caricare filmati che durano fino a 10 minuti, un salto in avanti che equivale a una sfida del social cinese ai big del settore, come YouTube e Instagram. Il limite precedente era stato aggiornato in estate, quando TikTok aveva portato a 3 minuti il tempo massimo iniziale di 60 secondi, a sua volta ampliato dai 15 secondi dal lancio dell’app.

“Pensiamo sempre a nuovi modi per portare valore alla nostra community e arricchire l’esperienza dei tiktoker – spiega l’azienda in una nota -. L’anno scorso abbiamo introdotto video più lunghi, dando agli utenti più tempo per creare e divertirsi su TikTok”.

“Più possibilità creative per i nostri iscritti in tutto il mondo” 

Secondo la società informatica Cloudfare, che analizza il traffico web a livello globale, l’anno scorso TikTok aveva sorpassato Google come servizio online più visitato dagli utenti.

“Oggi confermiamo la possibilità di caricare video della durata massima di 10 minuti – continua TikTok -. Una novità che speriamo possa liberare ancora più possibilità creative per i nostri iscritti in tutto il mondo”.
L’annuncio mette quindi TikTok sullo stesso piano di YouTube, che nel 2021 ha raccolto 28,8 miliardi di dollari di entrate pubblicitarie. Dal canto suo Meta, che controlla Instagram, si è ispirata proprio a TikTok per lanciare nuovi formati video. Dall’arrivo dei Reels, nel 2020, l’app ha implementato diverse funzionalità prese in prestito alla concorrenza, come la funzione Remix, che permette di affiancare i propri video a quelli dei creator più gettonati del momento, riporta Ansa.

Ancora più spazio ai creator per tutorial e contenuti educativi

Lo scopo di ampliare fino a 10 minuti la durata dei video è quello di dare più spazio ai creator per tutorial e contenuti educativi. La nuova feature è già stata testata e verrà integrata nell’app con uno dei prossimi aggiornamenti, previsto a breve. Lo scopo, secondo quanto dichiarato da un portavoce dell’azienda al sito specializzato TechCrunch, è infatti quello di “dare ai creator un nuovo modo per portare valore alla nostra comunità e arricchire l’esperienza TikTok. Già l’anno scorso – spiegano dal social network – abbiamo dato alla nostra comunità più tempo per creare ed essere intrattenuti su TikTok, e oggi siamo entusiasti di iniziare a implementare la possibilità di caricare video fino a 10 minuti, che speriamo possano scatenare ancora più possibilità creative per i nostri utenti in tutto il mondo”.

La concorrenza a YouTube

I video di 10 minuti su Tik Tok sono un chiaro segnale di come il social network cinese voglia rafforzare la concorrenza ai competitor, soprattutto YouTube. Le clip più lunghe, infatti, consentiranno agli utenti di postare contenuti come tutorial di cucina, beauty, contenuti educativi e tutti i video che necessitano di più tempo. Finora, riporta quotidiano.net, i tiktoker erano infatti costretti a postare più clip in sequenza, con il rischio che qualcuno dei follower non riuscisse a seguirli fino in fondo.

Il 5G cresce più di ogni altra tecnologia

Il 5G sta crescendo più di ogni altra tecnologia, e ormai inizia a rappresentare una fetta consistente del mercato mobile. Secondo i dati dell’ultimo Mobility Report di Ericsson oggi il 5G costituisce circa il 9,5% degli abbonamenti mobili a banda larga, e poco più dell’8% di quelli totali. Il 2021 si è chiuso infatti con 660 milioni di abbonamenti 5G in tutto il mondo, 98 milioni in più nel solo quarto trimestre dell’anno.
Ma a crescere sono anche gli operatori che lanciano servizi di quinta generazione: sono circa 200, venti dei quali hanno implementato reti 5G standalone, ovvero in tutto e per tutto autonome.

Tra ottobre e dicembre 2021 gli abbonamenti mobile broadband arrivano a 6,9 miliardi

Tra ottobre e dicembre scorsi, il numero di abbonamenti di tipo mobile broadband, quelli che consentono di utilizzare app e servizi online, ha raggiunto i 6,9 miliardi, con un incremento del 6% anno su anno.
Di fatto, oggi l’85% degli abbonamenti mobile sono a banda larga. Si rafforza la leadership degli abbonamenti Lte, che nell’ultimo trimestre del 2021 sono aumentati di circa 37 milioni, arrivando a un totale di 4,7 miliardi, ovvero il 57% di tutti gli abbonamenti mobili. Diminuiscono, invece, gli abbonamenti alle più datate reti HSPA (-51 milioni) e GSM (-52 milioni).

Il traffico dati è più raddoppiato nel giro di due anni

Grazie all’aumento di abbonamenti complessivi, alla diffusione di reti più performanti (come Lte e 5G) e all’elevato consumo di video, il traffico dati è aumentato dell’8% rispetto al trimestre precedente, e del 44% anno su anno. Il traffico dati è quindi più raddoppiato nel giro di due anni, superando per la prima volta la soglia degli 80 exabyte.
Il Mobility Report conta anche il numero di Sim in circolazione: nel solo quarto trimestre 2021 gli abbonamenti alla rete mobile sono cresciuti di 24 milioni di unità, portando il numero complessivo a 8,2 miliardi. Il maggior contributo trimestrale proviene da Cina (+5 milioni), Stati Uniti (+4 milioni) e Pakistan (+3 milioni).

Le Sim superano la popolazione mondiale

Ormai da tempo le Sim superano la popolazione umana mondiale, riporta Agi: ce ne sono 104 ogni cento abitanti, con una penetrazione più elevata nell’Europa centro-orientale (dove la penetrazione è del 138%) e occidentale (124%). Solo in Africa (85%) e India (78%) gli abitanti sono ancora più delle Sim. Il numero di abbonati mobili unici è invece pari a circa 6 miliardi. Il divario tra utenti unici e schede totali è in buona parte dovuto alla presenza di più Sim per persona o di abbonamenti inattivi. 

Perché aumenta il fenomeno degli hater?

Il fenomeno degli hater è in crescita, con quasi 3 italiani su 4 che non perdonano abbastanza, incentivando anche in modo inconsapevole il cosiddetto odio sociale. Negli ultimi due anni segnati dalla pandemia e da un mondo sempre più online spesso ci si ‘nasconde’ dietro la tastiera del computer per esprimere opinioni che in una vita meno digitale non avremmo espresso con la medesima violenza. Secondo un nuovo studio condotto da Trustpilot una fetta importante della responsabilità viene attribuita ai canali online, attraverso i quali ci si maschera più facilmente per insultare o scrivere cose che nella vita reale non si direbbero.

La comunicazione online favorisce l’impulsività

L’analisi di Trustpilot ha coinvolto un campione di 12.000 adulti dai 18 anni in su tra Italia, Uk, Stati Uniti, Australia, Paesi Bassi e Francia.
Per il 39% del campione ‘i limitati contatti faccia a faccia degli ultimi due anni’ e ‘l’aumento della comunicazione online’ hanno favorito un aggravarsi del fenomeno. Solo il 35% degli intervistati ha invece ritenuto che ‘la responsabilità è imputabile ai social media’.
Quasi un terzo del campione, infatti, ha rivelato di essere più impulsivo quando pubblica messaggi, commenti o recensioni su internet rispetto a quanto farebbe di persona.

Per i più giovani la responsabilità è di internet

E sono soprattutto i più giovani a percepire la responsabilità di internet in questo eccesso di aggressività nelle comunicazioni. Infatti, tra i ragazzi dai 18 ai 24 anni è il 41% a ritenere che le interazioni online negli ultimi anni abbiano favorito l’odio sociale. Diversamente, sono le fasce di età intermedia a ritenere particolarmente responsabili del fenomeno i social media. Infatti, nella fascia dai 35 ai 44 anni a pensarlo è il 38%.

I meno supponenti in rete sono gli over 55

Le fasce più giovani, inoltre, sono quelle che ammettono di essere più supponenti online di quanto sarebbero di persona. Lo afferma il 35% dei ragazzi tra i 18 ed il 24 anni, e il 36% di quelli dai 25 ai 34 anni. Nelle fasce d’età successiva il dato decresce drasticamente, tanto che dai 55 anni in su è meno del 20% del campione a dichiararsi più supponente online. L’indagine, riporta Adnkronos, è parte della nuova campagna Helping Hands di Trustpilot, che mira a ricordare sia ai consumatori sia alle aziende che a volte prima di comportarsi con impulsività è il caso di fermarsi, prendersi un attimo di pausa e incentivare solo conversazioni costruttive. E non cercando di ferire a ogni costo il proprio interlocutore. 

Remote working, il giudizio di aziende e lavoratori 

Come giudicano l’esperienza dello smart working le aziende e i lavoratori delle aziende milanesi? A due anni dall’inizio della pandemia, a dare i “voti” a questa modalità di lavoro arriva il sondaggio Ipsos, condotto per Laboratorio Futuro dell’Istituto Toniolo, che ha esplorato l’esperienza e il punto di vista delle imprese e dei lavoratori milanesi in merito allo remote working.

I “voti” delle aziende

Ecco alcuni dei principali dati emersi dal sondaggio condotto presso le aziende milanesi. Il 43% delle aziende di Milano e provincia non ritiene possibile lo smart-working, in particolare, si tratta di aziende di piccole dimensioni, localizzate nella provincia di Milano e operanti nel settore del commercio. Inoltre, il 47% delle aziende ritiene che lo smart-working sia applicabile solo per alcune funzioni e livelli aziendali. Su una scala da 1 (pessimo) a 10 (eccellente), la valutazione media complessiva dell’esperienza dello smart-working, espressa dalle aziende intervistate, è pari a 6,64. Le aziende più soddisfatte sono quelle dei comuni della prima fascia, di grandi dimensioni, nel settore del commercio. Il reclutamento a distanza ha riguardato il 71,1% delle aziende e la valutazione media di questa esperienza è negativa, infatti il 78,6% dichiara che non farà ricorso al reclutamento a distanza in futuro. Invece, per quanto riguarda lo stage a distanza, l’8% del campione intervistato ha fatto questa esperienza e solo il 2,7% intende proseguirla.

La parola ai lavoratori

I lavoratori come hanno vissuto e come valutano l’esperienza del lavoro a distanza? Dai risultati dell’indagine emerge che, a Milano e prima della pandemia, lo smart-working fosse una pratica poco diffusa. Infatti, al 72,9% dei lavoratori intervistati non era concesso lavorare da remoto e il 9,5% si recava abitualmente sul luogo di lavoro nonostante lo smart-working fosse concesso. Soltanto il 6% degli intervistati praticava lo smart-working abitualmente anche nel periodo pre-Covid. Durante il primo lockdown (marzo-maggio 2020), il 50,5% dei rispondenti ha dichiarato di aver lavorato esclusivamente in smart-working. In questa fase, hanno usufruito più frequentemente dello smart-working coloro che risiedono nella città di Milano (59,5%), le donne (56,3%) ed i lavoratori tra i 18 e i 39anni (59,5%). Invece, a maggio 2021, la quota di lavoratori che dichiara di aver usufruito in maniera totalizzante dello smart-working si è assestata al 16,3% (vs. il 50,5% del periodo marzo-maggio 2020), con un massiccio ritorno in presenza 5 giorni a settimana per il 45% dei partecipanti e circa 4 lavoratori su 10 hanno sperimentato forme ibride di lavoro. E il giudizio? Su una scala da 1 (pessimo) a 10 (eccellente), la valutazione media complessiva dei lavoratori sul ricorso allo smart-working è pari a 7. Tra gli aspetti più apprezzati spiccano la produttività del lavoro e il work-life balance, invece, tra quelli più penalizzati troviamo il rapporto coi colleghi e quello con i superiori.