L’importanza di avere un’aria compressa pura

L’aria compressa che viene adoperata nei vari processi produttivi che riguardano sia la cantieristica su strada che il settore edile o direttamente le attività di produzione all’interno dei siti industriali, è fondamentale per consentire a diversi tipi di strumenti di lavoro di funzionare e dunque di velocizzare ogni tipo di processo produttivo.

Proprio data la sua importanza oggi è impensabile poter fare a meno dell’aria compressa, la quale deve comunque essere necessariamente libera da eventuali elementi nocivi o da sporcizie di ogni tipo.

Questo è un problema certamente non secondario, in quanto un aria compressa non perfettamente pulita è in grado sia di andare ad incidere negativamente sulla qualità del prodotto finale, che causare dei problemi agli stessi macchinari adoperati per la produzione.

Infatti, i macchinari possono andare a deteriorarsi progressivamente a causa dell’aria compressa non perfettamente pulita, fino a causare il blocco delle macchine con conseguente necessità di manodopera.

C’è un problema sia perché c’è effettivamente un fermo alle attività di produzione, che per il costo della stessa manodopera nonché di quello dei pezzi di ricambio. Si tratta chiaramente di una possibilità che è bene evitare proprio perché rimanere fermi in attesa dei pezzi di ricambio e della sostituzione necessaria comporta chiaramente una perdita economica per l’azienda.

Ecco perché è così importante fare in modo che l’aria compressa possa essere sempre ben sgombra da qualsiasi tipo di impurità e dunque non contaminata. In questa maniera ci saranno dei vantaggi notevoli sia per la qualità del prodotto finale che per i macchinari stessi.

I filtri per aria compressa

Tra i ricambi Atlas Copco vi sono a tal proposito a disposizione tantissimi tipi di filtri pensati appositamente per eliminare ogni tipo di impurità e residui dall’aria compressa. Parliamo nello specifico di acqua, olio e polvere, le sostanze che tipicamente è possibile trovare al suo interno.

Ogni filtro è pensato appositamente per soddisfare esigenze produttive specifiche, ed il compito finale è sempre quello di fare in modo che l’aria compressa possa essere perfettamente pura così da andare a preservare sia i macchinari, garantendone l’efficienza nel tempo, che la qualità del prodotto finale stesso.

Si tratta di filtri progettati appositamente per garantire a lungo il massimo delle prestazioni, e per questo motivo vengono ampiamente testati, anche da parte di società indipendenti, prima di entrare in commercio.

In questa maniera la loro qualità è sempre certificata e questo rappresenta certamente un’importante garanzia per i clienti. Dunque così è possibile mantenere sempre alta la qualità della propria produzione, e usufruire allora di migliori prestazioni offerte dai macchinari, le quali si traducono anche in consumi più bassi e migliore qualità generale del prodotto finale.

Si tratta per questo di una soluzione alla quale fare sicuramente ricorso per mantenere sempre alta la qualità della propria produzione con piena soddisfazione dei clienti.

Conclusione

Grazie a questi filtri il lavoro di chi gestisce un impianto industriale o cantiere di qualsiasi tipo diventa certamente molto più semplice. Migliora inoltre notevolmente la capacità di riuscire a migliorare la qualità della produzione, con relativa soddisfazione dei clienti.

È evidente dunque come sia inutile rischiare di andare ad effettuare le operazioni di produzione con un aria compressa non perfettamente pura, compromettendo il prodotto finale quando non i macchinari direttamente.

Al contrario, i vantaggi derivanti dall’utilizzo di appositi filtri appaiono come irrinunciabili a prescindere dal settore in cui si opera o dalla tipologia di prodotto sul quale si lavora.

Questo è il motivo per il quale sono tantissime le realtà industriali che hanno già dotato di questi particolari filtri i propri impianti.

Cancro al seno e tasso di sopravvivenza

Per quanto riguarda i tassi di sopravvivenza, distinguiamo fondamentalmente due  tipi  di cancro al seno:  cancro al seno iniziale  e  cancro al seno metastatico. La differenza  principale  è che  il carcinoma mammario iniziale  è quello che non si è diffuso oltre il seno o i linfonodi sotto l’ascella, mentre il carcinoma mammario localmente avanzato o metastatico è quello che ha  metastatizzato  e si riproduce in altre parti del corpo.

Prognosi del cancro al seno precoce

Il  tasso di mortalità per cancro al seno in Italia è tra i più bassi in Europa. Nonostante ciò, esso continua a rappresentare il  17% di tutti i decessi per cancro delle donne  nel nostro Paese ed il 3,3% di tutti i decessi tra le donne in genere. Dunque si tratta di numeri che non vanno sottovalutati e sottolineiamo ancora una volta il ruolo importante che la prevenzione riveste.

Il tasso di  sopravvivenza al cancro al seno  è migliorato in modo esponenziale negli ultimi 20 anni  grazie ai progressi nell’anticipo delle diagnosi e nel trattamento precoce. In Italia,  la sopravvivenza globale a 5 anni  dalla diagnosi di questo tumore è  dell’87,8%.

Il tasso di sopravvivenza aumenta ancora di più quando si parla di  cancro al seno in fase iniziale, raggiungendo il  99% di sopravvivenza e l’  85%  quando si tratta di un  tumore “regionale”, cioè se il cancro si è diffuso al di fuori del seno alle strutture o ai linfonodi vicini.

Inoltre, va notato che l’età è un fattore importante da tenere in considerazione nel calcolo del tasso di mortalità, poiché la maggior parte dei decessi dovuti al cancro al seno si verifica in persone  di età superiore ai 75 anni.

Prognosi di carcinoma mammario metastatico

Di tutte le diagnosi di carcinoma mammario, solo nel 5-10% dei casi viene diagnosticato precocemente un  carcinoma mammario metastatico. Tuttavia, fino al 25% delle pazienti che aveva tale patologia localizzata al momento della diagnosi può finire per sviluppare metastasi nel corso degli anni.

Il carcinoma mammario avanzato nella maggior parte dei casi non può essere curato, pertanto l’obiettivo del trattamento è  aumentare gli anni di sopravvivenza con la migliore qualità della vita.

Negli ultimi anni si è osservato un netto  aumento della sopravvivenza a 5 anni dalla  diagnosi di metastasi. La sopravvivenza di queste pazienti è quasi raddoppiata, passando dal 20% al  38%  negli ultimi 20 anni. La sopravvivenza a 10 anni è invece quasi del 10%, dati che mostrano come la sopravvivenza al cancro metastatico sia sempre più prolungata.

È importante notare che questo tasso di sopravvivenza dipende da molti fattori e che il cancro al seno può essere trattato in qualsiasi momento. Inoltre, il trattamento del carcinoma mammario metastatico è in costante miglioramento ed è stato dimostrato che le donne che soffrono di questa malattia possono  vivere più a lungo e con una migliore qualità della vita.

L’importanza della prevenzione

Diventa sempre più importante dunque, sottolineare la necessità di individuare il cancro al seno nella sua fase iniziale e di recarsi periodicamente presso il proprio senologo Milano per un controllo annuale, genericamente a partire dai 30 anni di età in poi salvo condizioni particolari. Nei casi invece in cui ci sono già stati degli episodi di cancro al seno in famiglia, è bene iniziare questo tipo di visita a partire dai 25 anni di età.

In questa maniera si può avere la certezza di monitorare per bene la propria situazione e di avere la sicurezza di andare ad individuare tempestivamente eventuali problematiche che riguardano il seno, avendo così probabilità decisamente più alte che le cure abbiano successo e che queste siano poco invasive.

Spogliatoi in palestra, le norme previste dal Coni

Una palestra – o meglio un impianto sportivo – deve rispettare diverse norme, così come previsto anche dal Coni, il Comitato Olimpico Nazionale. Tali direttive hanno lo scopo di individuare livelli minimi qualitativi e quantitativi da rispettare nella realizzazione di nuovi impianti sportivi, così come nella ristrutturazione di quelli esistenti. Nel suo documento, il Comni sottolinea che “Sono soggetti alle presenti norme tutti gli impianti sportivi destinati alla pratica di discipline regolamentate dalle Federazioni sportive nazionali e dalle loro affiliate, ovvero ad attività propedeutiche, formative e di mantenimento di tali discipline. Gli impianti sportivi dovranno essere conformi: alle norme di Legge che sotto qualsiasi titolo regolano la loro progettazione, costruzione ed esercizio, con particolare riferimento a quelle di sicurezza, igiene, superamento delle barriere architettoniche, ecc.;  ai regolamenti delle Federazioni sportive nazionali e internazionali, in relazione al livello di attività previsto, sia per quanto attiene le caratteristiche dimensionali, costruttive ed ambientali degli spazi destinati alla pratica sportiva, che per la dotazione e le caratteristiche delle attrezzature fisse e mobili; alle presenti norme”.

Spogliatoi, le regola da rispettare

Il documento redatto dal Comitato tiene conto anche dei locali adibiti a spogliatoi, particolarmente importanti in tutti gli ambienti sportivi. Addirittura, gli utenti passano più tempi in questi spazi che in palestra o nei campi dedicati alle varie discipline sportive. Ecco le principali indicazioni, oltre a quelle più tecniche che rispondono a precise esigenze di ventilazione e illuminazione degli spazi. “L’altezza media dei locali di servizio non dovrà risultare inferiore a m 2.70 e comunque, in nessun punto, inferiore a m 2.20. Le pavimentazioni dovranno essere di tipo non sdrucciolevole nelle condizioni d’uso previste. Le caratteristiche dei materiali impiegati dovranno essere tali da consentire la facile pulizia di tutte le superfici evitando l’accumulo della polvere, ed i rivestimenti dovranno risultare facilmente pulibili e disinfettabili con le sostanze in comune commercio…  I locali spogliatoio dovranno essere protetti contro l’introspezione ed essere suddivisi per sesso considerando, salvo particolari destinazioni, un uguale numero di uomini e di donne. In ogni caso dovranno essere previsti almeno due locali spogliatoio. Per le piscine possono essere realizzati spogliatoi singoli (cabine a rotazione) a parziale o totale sostituzione di quelli comuni. Il numero dei posti spogliatoio da realizzare dovrà essere commisurato al numero di utenti contemporanei, tenendo conto delle modalità di avvicendamento e del tipo di pratica sportiva. Per capienze superiori ai 40 posti è preferibile realizzare più spogliatoi di dimensioni inferiori. Gli spogliatoi dovranno risultare fruibili da parte dei disabili… Gli spogliatoi dovranno essere dotati di WC e docce… negli spogliatoi, ovvero nelle loro immediate vicinanze, dovrà essere prevista una fontanella di acqua potabile”.

I bagni che seguono la legge

Riporta ancora il documento del Coni: “Per i servizi igienici degli atleti, ogni locale WC dovrà avere accesso da apposito locale di disimpegno (anti WC), eventualmente a servizio di più locali WC…Il numero complessivo di lavabi dovrà essere almeno pari a quello dei WC; anziché lavabi singoli potranno essere utilizzati lavabi a canale con numero di erogazioni almeno pari a quello prima indicato per i lavabi singoli… Per gli spogliatoi atleti dovrà essere realizzato almeno un WC ogni 15 posti spogliatoio o frazione, con dotazione minima di un WC…Dovrà essere previsto un posto doccia almeno ogni 4 posti spogliatoio o frazione, con dotazione minima di due docce. Almeno un posto doccia per le docce destinate agli uomini ed uno per quelle destinate alle donne dovrà essere fruibile da parte dei disabili motori”.

I servizi accessori

Per la scelta di arredi e complementi, compresi armadietti e panche destinate agli utenti, andranno scelti elementi che non solo rispettino tutti gli standard di sicurezza, ma anche in materiali facilmente pulibili e resistenti all’azione del tempo. Per garantire il massimo comfort agli sportivi, andranno selezionati anche altri complementi – dai cestini per i rifiuti ai phon – che offrano la massima comodità a fronte di assenza di rischi per gli utilizzatori. Per quanto riguarda gli asciugacapelli da parete, uno dei maggiori fornitori europei per collettività è Mediclinics, azienda spagnola operante da anni anche in Italia. Tra i prodotti di punta, spiccano gli asciugacapelli Machflow, di produzione esclusiva. Ergonomico e di dimensioni contenute, è un apparecchio dotato di tubo estensibile fino a 2 metri, ad altissima potenza, antivandalico e antimanomisisone e, ultimo dettaglio ma non per importanza, dal design esteticamente ricercato e dalla lunga durata.

Cialde Lavazza a Modo Mio | Qualità ad ogni sorso

 

Oggi parliamo di un e-commerce vincente, che negli anni sta confermando i propri risultati grazie ad una grande cura posta verso il prodotto caffè ed il customer care.: parliamo di Cialdamia.it. Se ami concederti una deliziosa tazza di caffè nel corso della giornata, la gamma di cialde Lavazza a Modo Mio contiene le miscele più raffinate e pregiate al mondo, l’ideale per te che non rinunci a questa piccola gioia quotidiana e desideri viverla anche più volte al giorno. Dentro ogni cialda Lavazza trovi tutta la qualità e la raffinatezza di miscele pregiate e ricercate, e ad ogni sorso ti sarà chiaro il perché queste siano le cialde preferite dagli italiani.

Ci sono tantissime e sensazionali qualità tra le quali scegliere, ciascuna sigillata ermeticamente in una capsula che consente di proteggerne l’aroma e le caratteristiche peculiari, così da regalarti sempre la tazza perfetta per soddisfare i tuoi gusti o  sollevare il tuo umore. Il momento del caffè è infatti un vero e proprio rituale che non è mirato unicamente al raggiungimento della soddisfazione tramite l’esercizio delle papille gustative, ma consente a tutti gli effetti di allontanare per un momento i problemi e lo stress della vita quotidiana. Una pausa di piacere che è bene concedersi anche più volte al giorno, a casa come in ufficio, per gustare un prodotto di alta qualità con un semplice gesto della mano.

Con una buona tazzina di caffè tra le dita, anche i problemi di ogni giorno sembrano più facili da risolvere: bisogna soltanto scegliere l’aroma e la miscela delle cialde che più si addicono ai propri gusti, magari condividendo questo momento con le persone che più si hanno a cuore. Se hai dei dubbi su quale possa essere la miscela giusta per te, su Cialdamia.it puoi visionarne davvero tante: scoprirai che oltre ai gusti più classici ce ne sono tanti altri selezionati accuratamente ed in grado di regalarti quell’energia di cui hai bisogno per affrontare al meglio la giornata.

Pedrazzini Arreda | Cucine a Milano

Un tempo la cucina era un ambiente di casa adibito solamente a luogo in cui venivano preparati i pasti, era una zona dell’appartamento in cui orbitavano quasi esclusivamente le donne e l’aspetto estetico della stanza non aveva grande importanza. Oggi le cose sono cambiate decisamente e la cucina ha assunto nel tempo una nuova veste all’interno di ogni appartamento, acquisendo man mano la stessa considerazione della quale godono gli altri ambienti di casa. L’aspetto estetico è oggi considerato assolutamente prioritario, al pari di quello pratico e funzionale, ed il motivo è da ricercare nel nuovo ruolo che la cucina ha assunto nella società attuale. Non è più semplicemente la stanza in cui vengono cucinati i pasti, ma è anche l’ambiente informale in cui ricevere gli amici, chiacchierare davanti un buon bicchiere di vino e sperimentare piatti nuovi anche in presenza dei nostri ospiti.

La continua ricerca di perfezionamenti e soluzioni funzionali ha fatto si che oggi esistano eccellenze di assoluto valore come le cucine che Pedrazzini Arreda propone nel suo showroom a Milano: il massimo del’eleganza e della praticità per delle cucine belle da vivere e da utilizzare, nelle quali ti sentirai perfettamente a tuo agio come il miglior chef al mondo. Pedrazzini Arreda è esclusivista di zona dei marchi Veneta Cucine e Arredo 3, e ti offre tutta la qualità e la raffinatezza delle cucine di queste importanti aziende. Sarai seguito dallo staff sin dalle fasi di progettazione della tua nuova cucina e potrai usufruire del servizio di ritiro di quella vecchia, un team di esperti installatori ti consegnerà la tua nuova cucina pronta per l’utilizzo. Pedrazzini Arreda è la soluzione perfetta per te che sei alla ricerca del marchio Veneta Cucine a Milano, contatta adesso il recapito telefonico 0298491249 per informazioni o visita direttamente lo showroom di Via Leone Tolstoi 81 a San Giuliano Milanese.

Telemarketing selvaggio: è operativo il nuovo Registro delle opposizioni

Da mercoledì 27 luglio è operativo lo strumento di contrasto al telemarketing selvaggio, il nuovo Registro Pubblico delle Opposizioni. L’Rpo semplifica infatti le procedure per i cittadini che intendono tutelare la propria privacy da attività promozionali invasive e indesiderate, ed estende ai numeri di telefono cellulare la possibilità di iscrizione (già prevista per il telefono fisso e l’indirizzo postale), annullando così i consensi all’utilizzo dei dati da parte degli operatori. I quali saranno obbligati a consultare periodicamente il registro, e comunque prima dell’avvio di ogni campagna pubblicitaria.

I cittadini non potranno più essere contattati dagli operatori

Le novità sono state introdotte con i decreti attuativi della riforma approvata dal Consiglio dei ministri dello scorso gennaio. Si tratta di un servizio pubblico e gratuito per tutti i cittadini che una volta iscritti negli elenchi del registro non potranno più essere contattati dall’operatore di telemarketing, a meno che quest’ultimo non abbia ottenuto specifico consenso all’utilizzo dei dati successivamente alla data di iscrizione, oppure nell’ambito di un contratto in essere o cessato da non più di trenta giorni.
Al nuovo Rpo si potranno iscrivere, oltre ai numeri di telefono fissi presenti negli elenchi pubblici e gli indirizzi postali, anche i numeri di cellulare: potenzialmente 78 milioni di utenze mobili.

Come iscriversi all’Rpo?

L’utente potrà iscrivere qualsiasi numero di telefono (fisso e mobile), e lo potrà fare gratis sul sito, via mail, raccomandata, al telefono o via fax. Le chiamate degli operatori di telemarketing saranno bloccate entro 15 giorni dalla richiesta, dal momento che tutte le aziende del settore iscritte al Roc (il Registro degli Operatori di Comunicazione), ossia tutte quelle che rispettano la legge, sono tenute a consultare il Registro delle Opposizioni ed eliminare dalla lista i numeri che hanno tolto il consenso al trattamento dei dati. Le telefonate pubblicitarie, quindi, potranno essere fatte solo ai numeri non presenti nel registro.

“Un passo avanti, ma non abbastanza per contrastare le imprese illegali”

Restano valide le iscrizioni inserite precedentemente, con la facoltà per l’utente di annullare i consensi attraverso il rinnovo dell’iscrizione.
“L’entrata in funzione del Registro delle Opposizioni è un passo avanti, ma non è abbastanza per contrastare le imprese illegali che operando fuori da ogni azione di controllo e disciplina, i veri molestatori dei cittadini – commenta Lelio Borgherese, presidente di Assocontact, l’Associazione Nazionale dei Business Process Outsourcer, come si legge su Corriere Comunicazioni.-. Per questo insieme con altre Associazioni, Confindustria e Confcommercio abbiamo aperto le consultazioni pubbliche sul Codice di Condotta, un progetto elaborato in questi mesi proprio per rafforzare il rispetto della disciplina sul trattamento dei dati personali e promuovere comportamenti virtuosi lungo tutta la filiera, anche al fine di ricostruire il rapporto di fiducia tra i cittadini, noi, i brand e le Istituzioni”.

Le ricette per cucinare a casa? Si trovano sul web

Sono tantissimi gli italiani appassionati di cucina, che si dilettano tra pentole e fornelli per portare in tavola degli autentici manicaretti. Ma, oltre alle abilità individuali, dove si possono trovare le ricette da replicare? Ci pensa Google, che sa rispondere a qualsiasi domanda. Tanto che nel 95% dei casi si ricorre almeno ad una fonte online per cercare ricette, mentre il 67% dei nostri connazionali utilizza almeno un social media per trarre ispirazione.

Come cambia la modalità di informarsi

Tra gli strumenti on line, ovviamente guida le ricerche Google: lo preferisce il 56% degli italiani. Tra i social media, emerge Youtube, scelto dal 46% degli utenti alla ricerca di ricette. Lo studio, condotto dall’Osservatorio Nestlé, suddivide le statistiche anche per fascia d’età. Si scopre così che i 18-24enni (58%) e i 25-34enni (49%) si affidano soprattutto ad Instagram, mentre i più grandi tra 35-44 anni (58%) attinge soprattutto dai siti web o dai blog di appassionati di cucina. I 45-54enni (43%) preferiscono i tutorial su Youtube mentre gli over 55 (53%) scelgono i ricettari di famiglia. Prima dell’avvento dei social network il 62% prendeva spunto principalmente dai libri di cucina e il 52% dai ricettari di famiglia. Il 46% cercava direttamente la ricetta attraverso Internet, il 35% attraverso trasmissioni televisive dedicate e il 34% si affidava alle ricette lette sui giornali.

Dalla torta di pere al gin tonic

Ma quali sono le ricette più ricercate in rete? A sorpresa, non sono le preparazioni stellate o particolarmente originali. Secondo i dati di Google Trends, le ricette più cercate su internet sono le più semplici. Al primo posto, troviamo la più amata in Italia, ovvero la pasta: in particolare, sono ricercate ricette come la pasta alla boscaiola, con i peperoni e la classica pasta e fagioli. Troviamo poi la torta di pere, i pancake, le crepes e, infine, un altro classico, la pizza. In aumento, invece, nuove tendenze come il poke ed il porridge, ma anche ricette fresche come l’insalata di riso. Infine, gli italiani non rinunciano a prepararsi qualche buon cocktail a casa: i preferiti sono il Sex on the beach ed il Gin Tonic. Insomma, gli italiani hanno trovato nel web anche il perfetto sous-chef, quello che supporta in cucina a 360 gradi senza abbandonare mai la postazione!

Nel 2021 oltre 3 miliardi di euro truffati agli italiani

Un danno economico stimato di oltre 3 miliardi di euro: è quanto hanno perso complessivamente gli italiani a seguito delle truffe negli ultimi 12 mesi. Sono 8,3 milioni di italiani hanno subito una truffa nell’ambito delle principali voci di spesa familiare. In media il valore economico è di 365 euro, ma il danno più elevato è tra i prestiti personali (1.490 euro), meno per truffe ai conti correnti (279 euro) e RC auto/moto (268 euro). Emerge dall’indagine realizzata per Facile.it dagli istituti mUp Research e Norstat, da cui risulta che il 7,1% degli intervistati ha subito una truffa legata alle utenze di luce e gas, il 6,5% nell’ambito delle carte elettroniche e il 5,2% nella telefonia mobile. L’assicurazione auto/moto, da alcuni ritenuta una delle aree più a rischio, in realtà è tra quelle dove in percentuale gli italiani sono caduti in trappola con meno frequenza (1,4%).

Gli strumenti delle frodi: email, sms, siti web e social network

Quanto agli strumenti attraverso cui vengono portate a termine le frodi, nel 45% dei casi le truffe sono passate attraverso un’email, nel 26% tramite sms (31% nel caso dei conti correnti) e nel 21,5% da siti web fasulli (29% per le carte elettroniche). Ogni settore però ha le sue specificità. Quando si parla di frodi nell’ambito delle utenze luce e gas, ad esempio, tra i canali più usati dai malfattori ci sono i finti call center (44%) e le visite porta a porta (31,3%). La nuova frontiera delle truffe passa anche dai social network, particolarmente usati nell’ambito dei prestiti personali (15,9%), e dalle app di messaggistica istantanea, attraverso cui sono è stato truffato circa il 9% degli intervistati.

Il 41,5% di chi cade in trappola sceglie di non denunciare

Purtroppo, il 41,5% di chi cade in trappola non denuncia la frode. Il dato arriva addirittura al 55,1% nella telefonia mobile e al 54,5% nei prestiti personali. Tra i 3,4 milioni che non hanno denunciato la truffa subita, il 33% non lo ha fatto perché il danno economico era basso, mentre il 27% perché certo che non avrebbe recuperato quanto perso. Per circa 800.000 individui, invece, vi è una ragione di natura psicologica. Il 15,1% si sentiva ingenuo per esserci cascato, mentre il 9% ha dichiarato di non aver denunciato la frode perché non voleva che i familiari/conoscenti lo sapessero. La scelta di non denunciare risulta ancora meno comprensibile se si considera che il 4% dei truffati, a seguito della frode subita, si è addirittura trovato nel mezzo di problemi di natura legale.

Uomini, giovani e laureati i più truffati

Vittime predilette dei truffatori sono soprattutto gli uomini (22,5% rispetto al 15,7% del campione femminile), e a dispetto di quanto si possa pensare, coloro con un titolo di studio universitario (23,3% rispetto al 17% rilevato tra i non laureati).
“Non è strano che le vittime di tali reati siano spesso persone con un titolo di studio elevato – commenta Cast Gianluca Castelnuovo, ordinario di psicologia clinica alla Cattolica di Milano e all’IRCCS Istituto Auxologico Italiano -. Quando entrano in gioco le emozioni siamo più vulnerabili e rischiamo di sopravvalutare la nostra capacità di cogliere i segnali di truffa, ben camuffati dagli specialisti mal intenzionati”.
Dal punto di vista anagrafico, invece, a cadere in trappola sono più spesso i giovani nella fascia di età 18-24 anni (31,6% vs 15% 65-74enni) mentre, a livello territoriale, i residenti nel Nord Italia (Nord Est 22,3% – Nord Ovest 21%).

Sale al 43% l’incidenza della pirateria audiovisiva

In Italia la pirateria audiovisiva è in trasformazione. Da una parte si afferma un’offerta legale sempre più ampia e competitiva, dall’altra chi pirata lo fa in modo più selettivo, concentrando l’interesse su contenuti specifici. A tracciare un quadro del fenomeno è l’indagine Ipsos, condotta per FAPAV, Federazione per la Tutela delle Industrie dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali. Nel 2021 si conferma un aumento dell’incidenza della pirateria tra la popolazione adulta (43%), ma anche un calo nel numero di contenuti audiovisivi piratati: nel 2021 si stimano circa 315 milioni di atti illeciti (-24% rispetto al 2019). I film rimangono il contenuto più visto illecitamente (29%), seguito da serie/fiction (24%) e programmi (21%). Discorso a parte per gli sport live: nel 2019 la percentuale di fruizione si attestava al 10%, nel 2021 sale al 15%.

Pirati adolescenti saliti al 51%

Nel 2021 l’incidenza dei pirati più giovani (10-14 anni) è salita al 51%, mentre risulta in calo la frequenza degli atti (-20% rispetto al 2019) con una forte preferenza di eventi di sport live, film, serie/fiction e programmi.
Tra le modalità in calo, download/P2P e streaming illegale, ma in crescita il numero di chi ha fruito almeno una volta delle IPTV illecite (dal 10% nel 2019 al 23% nel 2021), pari a 11,7 milioni di individui, anche se gli abbonati ad almeno una IPTV illecita sono 2,3 milioni. Quanto alla condivisione delle credenziali di accesso delle piattaforme legali, al 41% dei ‘pirati’ è capitato di fruire almeno una volta di contenuti audiovisivi in abbonamento attraverso l’accesso con credenziali altrui non ritenendola una forma di pirateria.

Un danno economico potenziale di 940 milioni di euro

Il danno economico potenziale per le industrie dei contenuti è pari a 940 milioni di euro. Per quanto riguarda film, serie e fiction il danno potenziale è pari a 673 milioni di euro, con quasi 72 milioni di fruizioni perse, per eventi sportivi live la stima del danno economico risulta pari a 267 milioni di euro (circa 11 milioni di fruizioni perse). Il fenomeno dell’illegalità nella fruizione di contenuti audiovisivi provoca danni in termini di fatturato (circa 1,7 miliardi di euro), di Pil (circa 716 milioni) e di entrate fiscali (circa 319 milioni). Ma la pirateria mette a rischio anche l’occupazione: si stima una perdita di posti di lavoro pari a 9400 unità.

A rischio la sicurezza degli utenti

Le conseguenze non riguardano solo il fronte economico o industriale, ma anche la sicurezza degli utenti. Numerosi sono i rischi in relazione all’accesso a piattaforme illegali, legati a violazioni dei dati personali e bancari, oltre ai pericoli di malware e virus sui device. Si registra comunque una crescita della consapevolezza dell’illegalità e dei rischi connessi anche da parte dei più giovani. Rispetto alle forme di deterrenza, il 36% dei pirati nell’ultimo anno si è trovato davanti a siti web illegali oscurati, e di questi il 43% ha scelto di ricorrere a un’alternativa lecita (pay-tv e streaming legale).

Export vino: primo trimestre +18,3%. Il mondo beve il Prosecco

L’export italiano di vino chiude il primo trimestre 2022 con una crescita tendenziale in valore del 18,3%, pari a 1,7 miliardi di euro. Secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv), l’incremento, in parte ascrivibile al dollaro forte e ai lockdown del 2021, è trainato da un nuovo record degli spumanti tricolori, che nei primi tre mesi segnano un +35,6%, in crescita più che doppia rispetto ai vini fermi (+14,8%). Nonostante un leggero rallentamento rispetto ai primi 2 mesi dell’anno, in un trimestre in cui anche marzo chiude in positivo sale anche il prezzo medio: +12,2%.

“È importante mantenere cautela ed evitare trionfalismi”

In rialzo tutti i principali mercati della domanda, a eccezione di Germania e Cina. A marzo, Russia (-30% nel trimestre) e Ucraina segnano crolli rispettivamente del 65% e del 98%.
“I numeri messi a segno dal vino italiano – commenta il segretario generale di Unione italiana vini, Paolo Castelletti – sono sorprendenti, ancor più se si tiene conto di un 2021 in doppia cifra. È però troppo presto per capire che direzione prenderà il mercato nei prossimi mesi, con una domanda potenziale sempre più afflitta da una congiuntura negativa e dall’escalation della spirale inflattiva. Se a ciò si aggiunge l’aumento dei costi delle materie prime secche, che per le aziende si traduce in un surplus medio di spesa di oltre il 30%, è importante mantenere cautela ed evitare trionfalismi che potrebbero essere confutati nei prossimi mesi”.

È lo sparkling a fare la parte del leone

Ed è lo sparkling a fare la parte del leone, con segni positivi ovunque, a partire dalle top-piazze estere: Usa (+18%), Uk, (+87%) e Germania (+20%). Ancora una volta è il Prosecco a trainare il comparto, con un autentico boom su scala planetaria (+40% a valore, +11,7% il prezzo medio), quasi il raddoppio degli ordini in Uk (+93%), Polonia (+85%) e Canada (+76%), e crescite ben oltre il 30% in aree come Germania, Francia, Belgio, Giappone, Repubblica Ceca e Norvegia. Una crescita, quella degli sparkling italiani, confermata dalle proiezioni dell’Osservatorio. L’esplosione della domanda post-Covid (+26% nel 2021, 7 bottiglie su 10 destinate all’estero) ha bruciato una tabella di marcia che prevedeva entro il prossimo biennio il superamento della soglia di 1 miliardo di bottiglie prodotte. A oggi, il rimbalzo fa prevedere un contingente di 1,1 miliardi di pezzi entro quest’anno, e 1,25 miliardi a fine 2023.

La rivoluzione degli spumanti tricolori

Si tratta di una progressione resa possibile grazie all’approccio alle bollicine di una domanda sempre più trasversale, ‘destagionalizzata’ rispetto alle occasioni classiche di consumo, e sempre meno legata a modalità di utilizzo esclusive.  Una rivoluzione, quella degli spumanti tricolori, focalizzata (come per la moda, il design e l’auto) sullo spostamento dell’attenzione dal prodotto al contesto. A partire dai competitor, che saranno sempre di più legati ad altre tipologie di bevande in grande crescita, come gli hard seltzer, i co-fermentati, i ready to drink e i low alcol.

Nel 2022 e-commerce di prodotto a +10%

Nel 2022 in Italia gli acquisti online di prodotto valgono circa 34 miliardi di euro, +10% rispetto al 2021. E se la crescita in valore assoluto torna ai livelli pre-pandemia, dopo l’accelerazione dell’ultimo biennio (+8 miliardi nel 2020 e +5 nel 2021), l’online nel 2022 cresce di ‘soli’ 3 miliardi di euro.
Secondo l’Osservatorio eCommerce B2c, dopo due anni in cui l’online è riuscito a porsi come canale capace di avvicinarsi ai consumatori e superare le difficoltà legate alla pandemia, l’e-commerce B2c di prodotto continua a crescere ma a ritmo contenuto. L’incremento, seppur ridimensionato, consente però all’e-commerce di prodotto di guadagnare un altro punto percentuale di penetrazione: l’incidenza dei consumi online sui consumi totali passa infatti dal 10% nel 2021 all’11% nel 2022.

Food&Grocery,+17%, Abbigliamento +10%

Tra i settori rappresentativi del Made in Italy, il Food&Grocery continua a crescere sopra la media (+17%) e raggiunge un valore di 4,8 miliardi di euro. Il comparto è caratterizzato da un trend positivo in tutte le componenti (Food Delivery, Grocery Alimentare ed Enogastronomia), grazie soprattutto all’incremento delle iniziative online su tutto il territorio italiano, e al potenziamento di infrastruttura logistica e capacità di consegna.
Gli acquisti online di Abbigliamento raggiungono invece 5,6 miliardi di euro (+10%). Le principali iniziative del comparto da un lato stanno lavorando all’ottimizzazione dei processi in logica omnicanale e sostenibile, dall’altro stanno sperimentando nuove forme di vendita e interazione grazie a metaverso, livestream shopping, marketplace e nuovi formati di adv.

Arredamento&Home living +14%, Beauty +8%

L’Arredamento&Home living, grazie a una crescita del +14%, vale 3,9 miliardi di euro, mentre il Beauty raggiunge 1,2 miliardi (+8%). Entrambi i comparti si confermano molto attivi sul fronte dell’innovazione tecnologica (realtà aumentata), della maggiore integrazione omnicanale (con il lancio di nuovi formati di negozio integrati con l’online) e della sostenibilità ambientale.
“L’e-commerce di prodotto, dopo due anni di crescita ‘straordinaria’, si trova in una fase di evoluzione più strutturata – dichiara Valentina Pontiggia, Direttrice dell’Osservatorio -. L’attenzione dei retailer online è rivolta all’ottimizzazione dei processi, non solo in chiave omnicanale, e alla sperimentazione di soluzioni in grado di assecondare i nuovi trend di consumo”.

33,3 milioni di consumatori scelgono l’acquisto digitale

“Siamo entrati in una nuova fase dell’e-commerce, dove i canali digitali sono ormai al centro dei percorsi di acquisto di 33,3 milioni dei consumatori in Italia – afferma Roberto Liscia, Presidente di Netcomm -. Non solo perché queste persone acquistano online sempre più tipologie di prodotti e con maggior frequenza, ma anche perché i punti di contatto digitali incidono in maniera rilevante anche sugli acquisti che questi stessi consumatori effettuano nei negozi fisici. Se la pandemia ha dato impulso all’e-commerce, l’e-commerce ha dato a sua volta impulso all’acquisto multicanale, con un cliente su quattro che dichiara di aver acquistato sia off sia online da una stessa insegna”. 

Second hand, una tendenza non di seconda scelta

La second hand si conferma una prima scelta circolare e sostenibile, sostenuta dal canale online. Sono infatti quasi 23 milioni gli italiani che nel 2021 hanno deciso di comprare e vendere oggetti di ‘seconda mano’. E il 66% di chi ha comprato ha guardato alla second hand come prima scelta di acquisto. Il tutto all’insegna della sostenibilità, che rimane il primo valore di riferimento dell’economia dell’usato (54%), e del digitale. Il 69% di chi ha comprato e venduto oggetti usati lo ha fatto online, perché più veloce (49%), offre una scelta più ampia (43%) e consente di fare tutto comodamente da casa (41%). Sono alcune evidenze emerse dall’Osservatorio Second Hand Economy 2021, realizzato da BVA Doxa per Subito.it.

L’online è il canale più utilizzato per l’acquisto

Dal 2014 al 2021 cresce dal 30% al 70% il numero di chi si rivolge all’online per acquistare second hand, mentre chi vende passa dal 45% al 72%, attestando una crescita in termini assoluti e di frequenza. In particolare, nel 2021 l’online supera l’offline anche come canale più utilizzato per l’acquisto.  Nello stesso anno la second hand in Italia ha generato un valore economico di 24 miliardi di euro, pari all’1,4% del Pil nazionale. Anche in questo caso, la spinta più significativa deriva dal volume degli affari online, che costituisce quasi il 50% del totale (49%), passando da 5,4 miliardi nel 2014 a 11,8 nel 2021, per una crescita netta di 1 miliardo di euro anno su anno.

Cresce il numero di oggetti comprati e venduti 

La second hand mantiene il terzo posto tra i comportamenti sostenibili più messi in atto dagli italiani (52%), con picchi ancora più alti di adozione per laureati (68%), Gen Z (66%), 35-44enni (70%) e famiglie con bambini (68%). E la frequenza della compravendita di usato continua a crescere insieme al numero di oggetti comprati e venduti. Il 72% di chi ha acquistato e il 69% di chi ha venduto lo fa almeno una volta ogni 6 mesi. Inoltre, il 72% di acquirenti e il 76% di venditori dichiara di avere comprato almeno lo stesso numero di oggetti dell’anno precedente. In pratica, una volta scoperto questo mercato, e sperimentata l’immediatezza e la facilità di utilizzo, fare second hand diventa una sana abitudine che attrae ogni anno nuove persone.

Un modo intelligente di risparmiare e riutilizzare senza sprechi

Il guadagno di chi ha venduto oggetti usati nell’ultimo anno è stimato in media a 1.121 euro. Quanto alle categorie e oggetti più popolari nella compravendita dell’usato torna a crescere il volume della compravendita dei Motori di seconda mano (11,5 miliardi), seguito da Casa&Persona (5,7 miliardi), ed Elettronica (4,1 miliardi). Ma perché si acquista l’usato? Nel 2021 le prime tre motivazioni che inducono a comprare beni usati sono risparmio (56%), essere contrari agli sprechi e credere nel riuso (49%), e la convinzione che la second hand sia un modo intelligente di fare economia che rende molti oggetti più accessibili (43%). Per chi vende, invece, la prima motivazione è liberarsi da oggetti che non si usano più (79%), seguita dal riuso e l’essere contro gli sprechi (44%), mentre per il 39% si vende usato per guadagnare.  

Discipline Stem: donne meno portate secondo il 14% degli italiani

Nonostante il 56% degli italiani non conosca il termine Stem quasi il 14% ritiene che le donne siano biologicamente e naturalmente meno portate allo studio delle discipline scientifiche. Sono “dati molto preoccupanti”, quelli che emergono dalla ricerca presentata da Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia Research, nel corso dell’evento Donne e materie Stem: come superare la disparità di genere, promosso da Fondazione Marisa Bellisario, Link Campus University e Università eCampus. 
“Ritenere che alla base del sottodimensionamento delle donne in queste materie ci siano ragioni biologiche ci fa capire che siamo ancora all’epoca preistorica”, ha commentato Maria Cristina Messa, ministro dell’Università e della Ricerca.

Nelle discipline scientifiche la presenza femminile è inferiore al 15%

“Ci sono alcuni segmenti, all’interno del panorama universitario italiano che vedono ancora un rilevante scarto tra uomini e donne, nella presenza e nella rappresentanza – ha evidenziato il rettore della Link Campus University, Carlo Alberto Giusti -. Nelle discipline Stem, secondo i dati del centro studi della Crui, si registra una presenza femminile inferiore al 15%, dato confermato anche nei dottorati e nei ruoli della ricerca. La Link Campus University è impegnata in azioni di contrasto a ogni forma di diseguaglianza”.

“Un gap di genere ben più alto della media dei paesi Ocse”

“Come governo, in tutti i bandi abbiamo fatto sì che almeno il 40% degli assunti siano donne, vincolando l’accesso ai fondi del PNRR solo a quegli enti, pubblici e privati, che abbiano la redazione di un bilancio di genere e una strategia di genere come uno degli elementi portanti della governance nelle loro strutture – ha aggiunto Maria Cristina Messa -. E non basterà avere un foglio di carta: saranno monitorati i dati che individuano gli obiettivi principali”.
Quanto al gap di genere, “abbiamo un gap di genere ben più alto della media dei paesi Ocse – ha sottolineato Elena Bonetti, ministra per le Pari Opportunità e la Famiglia – e di certo non esiste una minore attitudine delle ragazze rispetto ai ragazzi”.

“Le donne hanno tutte le carte in regola per eccellere”

“Quasi 40 anni fa Marisa Bellisario incoraggiava le ragazze a intraprendere percorsi di studio scientifici perché, diceva, le donne hanno tutte le carte in regola per eccellere e perché là ci sono le migliori opportunità di lavoro e carriera – ha ricordato Lella Golfo, presidente della Fondazione Marisa Bellisario -. La Fondazione ha raccolto il suo testimone e fin dal 1989 premia ogni anno non solo i migliori talenti del settore, da Fabiola Gianotti a Samantha Cristoforetti, ma le più brillanti neolaureate in materie Stem. Creare role model e abbattere gli stereotipi sono le leve prioritarie per aumentare il numero di ragazze che scelgono indirizzi scientifici: un obiettivo non solo di parità ma di sostenibilità e progresso in tutto il mondo”.

Naturale, sostenibile e responsabile: il turismo italiano nel 2022

Naturale, sostenibile e responsabile: ecco le parole d’ordine del turismo in Italia nel 2022.  I nuovi trend del settore, infatti, sono tutti in questa direzione. Complice ovviamente la pandemia, che ha cambiato le abitudini di tutti, ma anche fornito nuovi spunti di riflessione. La voglia di viaggiare è cresciuta vertiginosamente, lo dimostrano diverse ricerche legate al settore, le quali evidenziano un rinnovato amore per il turismo di prossimità. Ma, nonostante la spinta reattiva, le scelte si dimostrano ponderate e rivolte a luoghi in cui la natura è più autentica. Vi è una rinnovata sensibilità verso la sostenibilità e, di conseguenza, è possibile ragionare a più livelli di impatto ambientale. Un turismo responsabile, auspicato da tempo, che tiene conto di principi di giustizia sociale ed economia, così come del rispetto dei luoghi e delle culture locali.

Dove si va?

Tra le mete preferite di quest’anno c”è Procida, eletta capitale italiana della cultura 2022. Piccola e ancora molto autentica, rispecchia le richieste dei nuovi turisti che sono alla ricerca di esperienze originali, luoghi non troppo caotici e proposte ricche di attività. Continua a mantenere il suo appeal la Puglia,  da diverso tempo in cima alla hit delle destinazioni italiane più amate, grazie ai borghi affacciati sul mare, l’ottima gastronomia e una storia di commistioni affascinante. Tra l’altro, sono davvero numerose e per tutte le esigenze le strutture ricettive dove soggiornare, spesso a pochi passi dalle sue grandi spiagge. Grazie a realtà consolidate nell’affitto turistico come Barbarhouse, è possibile, ad esempio, trovare una selezione di case, ville lussuose, ma anche trulli e pajare. Sempre tra le destinazioni del Sud, piace sempre la Sicilia, una grande isola dalle innumerevoli anime, è capace di offrire un mix unico di patrimoni naturalistici, storici, culturali e gastronomici.

La vacanza è anche virtuale

Oltre al successo di vacanze relax, sostenibili e all’insegna del benessere, con il successo crescente delle Spa, ci sono anche altri trend nel turismo. A indicarle è “The Future 100” il report dell’agenzia di comunicazione Wunderman Thompson Intelligence relativo alle ultime tendenze in tema di turismo. Tra le voci più originali vi sono senz’altro le vacanze virtuali. Si tratta di vere e proprie esperienze sensoriali da vivere direttamente a casa, restando comodamente seduti sul proprio divano. È firmata da un gruppo giapponese la piattaforma Sky Whale, in rete dal 2021, la quale consente proprio di fare acquisti e di viaggiare in mondi virtuali. Più diffuse da qualche tempo, invece, le microavventure. Si tratta di escursioni e attività specifiche programmate e della durata di 24 o 48 ore. Un modo per staccare dallo stress quotidiano e rigenerarsi in poco tempo e con poca spesa.

Un nuovo divario economico cambia il profilo dei consumatori

Se gli effetti della pandemia hanno coinvolto numerosi settori a livello globale, il customer journey nel 2022 si è dimostrato molto diversificato. Oggi, infatti, le circostanze, la mentalità e le priorità dei consumatori sono molto diverse, e le imprese hanno bisogno di comprendere questa nuova realtà, segnata da una nuova frattura economica. La difficile situazione e le restrizioni hanno costretto i consumatori a rivalutare preferenze e abitudini di acquisto, che nel 2022 saranno maggiormente influenzate da un significativo divario economico. NielsenIQ ha identificato cinque gruppi di consumatori in base alla loro sicurezza finanziaria e le loro abitudini di acquisto previste per il 2022.
Gli Struggler (23%), i più in difficoltà, che durante il Covid-19 hanno vissuto un’insicurezza finanziaria che continua ancora oggi, i Rebounder (21%), in leggera ripresa, i Cautious (38%), i più cauti, che continuano a porre attenzione alle spese, gli Unchanged (12%), che non ha subito impatti negativi, e i Thrivers (6%), in ottime condizioni economiche.

La maggioranza sta alterando i propri modelli di acquisto e consumo

L’analisi di NielsenIQ mostra che l’82% degli intervistati a livello globale (Struggler, Rebounder e Cautious) è rappresentato da consumatori attenti ai costi, che stanno alterando i propri modelli di acquisto e consumo.
“Con l’aumento dei prezzi, i consumatori stanno rivalutando ciò che per loro è essenziale, scendendo spesso a compromessi – dichiara Nicole Corbett, Director, Global Thought Leadership di NielsenIQ -. I rivenditori e i brand non possono presumere che i prezzi e le strategie promozionali del passato siano rilevanti nel mondo di oggi. Priorità, esigenze e preferenze dei consumatori sono cambiate profondamente rispetto al 2019”.

Diverse strategie per gestire la spesa

Comprendere le sfumature nei comportamenti di consumo è fondamentale per rispondere alle esigenze degli shopper. Struggler e Rebounder sono attentissimi alla spesa, tendono a fare scorta di alcuni prodotti per evitare l’out of stock e a fare acquisti nei negozi fisici. Solo il 3% dei Cautious afferma di non aver cambiato i propri comportamenti di acquisto, rispetto al 21% degli Unchanged. Le strategie applicate dai vari gruppi per gestire la spesa sono diverse. È probabile che gli Struggler selezionino l’opzione più economica o smettano di acquistare completamente, mentre gli Unhanged potrebbero rimanere fedeli ai brand e acquistare i loro prodotti preferiti, indipendentemente dagli aumenti di prezzo. Ognuno di questi gruppi rappresenta un’opportunità di crescita, determinata dall’impatto della pandemia sulla loro sicurezza finanziaria, e dalle loro nuove esigenze.

La frattura economica si allargherà ulteriormente?

Il 30% degli intervistati globali afferma di avere priorità completamente diverse rispetto al 2019, i gruppi più impattati a livello economico (Struggler, Rebounder e Thriver) hanno cambiato radicalmente le abitudini di acquisto. Data la natura imprevedibile del futuro, le aziende dovrebbero pianificare oggi per rispondere alle esigenze di domani. Se la pandemia inizierà a evolversi in endemia e le economie inizieranno a riprendersi, gli Struggler potrebbero migliorare la propria situazione economica e avvicinarsi ai Rebounder, e i Cautious potrebbero iniziare ad allentare l’attenzione ai costi e avvicinarsi agli Unchanged. Tuttavia, in uno scenario in cui nuove varianti, eventi geopolitici o pressioni macroeconomiche metteranno in difficoltà la società, potrebbe verificarsi il contrario, e il divario economico crescerebbe ulteriormente.